Non abbandonarti mentre soffri

In questi mesi mi sono accorta di una cosa molto semplice… ma molto profonda.

A volte sappiamo stare accanto al dolore degli altri molto meglio di quanto sappiamo stare accanto al nostro.

Sappiamo ascoltare.
Aspettare.
Avere pazienza.
Comprendere i tempi di chi amiamo.

Sappiamo accompagnare qualcuno quando è fragile.
Sappiamo sostenere.
Proteggere.
Accogliere.

Ma quando quella che sta soffrendo siamo noi… qualcosa cambia.

Ed è qualcosa che vedo spesso anche in me.

Perché invece di ascoltarci, ci esigiamo di stare bene velocemente.
Ci colpevolizziamo per quello che sentiamo.
Ci diciamo che dovremmo essere più forti.
Più lucide.
Più spirituali.
Più capaci.

E senza accorgercene, proprio nel momento in cui avremmo più bisogno di delicatezza… iniziamo a trattarci con durezza.

Come se il nostro dolore fosse un problema da risolvere in fretta.

Con il tempo ho compreso che essere empatiche con gli altri non significa automaticamente sapere essere compassionevoli con noi stesse.

E credo che questa differenza sia importante.

Perché la compassione non è pietà.
Non è fragilità.
E nemmeno arrendersi.

La compassione è la capacità di riconoscere la sofferenza…
e scegliere di non aumentarla.

È una presenza gentile.
Una forma di rispetto.

E quando impariamo a rivolgerla verso noi stesse, a volte si manifesta in modi molto concreti.

Riposare.
Chiedere aiuto.
Mettere un limite.
Lasciare andare qualcosa che ci ferisce.
Smettere di insistere dove il corpo continua a chiudersi.

A volte la compassione ha il coraggio di dire:

“Fino a qui.”

Perché anch’io importo.
Perché anch’io ho bisogno di essere sostenuta.
Perché anch’io sto attraversando qualcosa.

Negli ultimi tempi il corpo mi sta insegnando molto su questo.

Mi sta insegnando che non tutto si risolve spingendo di più.
Che non sempre essere forti significa continuare.
Che ci sono momenti in cui la forma più profonda di amore è rallentare.

E forse la guarigione inizia proprio lì.

Non quando smettiamo di soffrire.
Ma quando smettiamo di abbandonarci mentre soffriamo.

Per questo oggi voglio lasciarti una domanda semplice.

Non una teoria.
Non una pratica perfetta.

Solo una domanda:

Come ti tratti quando stai soffrendo?

E soprattutto…

Quale gesto concreto puoi avere oggi per trattarti con più amore?

Forse è lì che qualcosa comincia a cambiare. “In cosa voglio trasformare questo dolore?”

E poi… non lasciarti sola.

Anche nei giorni difficili.
Anche quando non sai bene come fare.
Anche quando il corpo è stanco.

Resta con te.

Forse è lì che qualcosa comincia davvero a cambiare.

Con amore a noi

Aida Cavallo Portal

PODCAST:

Aida Cavallo

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